Romagna, se ci sei, batti un colpo. (#9)

E che sia bello forte, così forte da far sussultare tutti e da spingere anche i poltronari più incalliti a tirarsi su dal divano delle finte comodità. Perché, presto, al mondo là fuori potrebbero crescere unghie e denti.

Nell’ultima puntata ci siamo sollazzati parlando di tempi, i tempi stretti o strettissimi per dare avvio ad azioni necessarie, indispensabili prima ancora che utili.

La misura del tempo entro cui realizzare questi interventi non la inventiamo noi, qui, ma ce la da il calendario dell’economia reale delle famiglie meno protette, del livello sociale che possiede poco o nulla oltre al lavoro delle braccia, la popolazione più abusata che venne chiamata Quarto Stato nella Rivoluzione Francese e poi assunse la denominazione più nota, arrivata fino ai giorni nostri: proletariato.

Il calendario del proletariato viaggia più velocemente rispetto ai calendari delle altre fasce sociali. Nelle sue pagine il tempo sembra stranamente deformato in modo impietoso: tutto ciò che sottrae risorse (le bollette delle utenze, l’affitto, l’assicurazione, il cambio gomme,…) arriva a grandissima velocità, mentre tutto ciò che porta risorse sembra non arrivare mai (lo stipendio, la pensione, il sussidio, ecc…).

E’ un tempo percepito, ovvio, ma sulle persone produce effetti come il tempo reale.

Senza risorse economiche ti spaventa anche il solo arrivo della busta che contiene la bolletta del gas, o della luce, o dell’acqua… perché sai già che ti farà male.

Sai che una volta aperta, quella busta ti racconterà di un mondo che non comprendi, un mondo che sembra avercela proprio con te, senza pietà della tua situazione.

Allora come puoi non detestare chi ti obbliga a pagargli 220 € e ti fa vedere, nero su bianco, che ti ha dato qualcosa che ne valeva 90 € ??

Come puoi sopportare che qualcuno abbia il potere di portarti via con la forza, mese dopo mese, risorse che avrebbero potuto portare un sorriso in più ai tuoi figli? una vita meno affannata a chi ami e anche a te? una cura migliore al familiare che soffre di qualcosa che il mondo non vuole nemmeno vedere?

C’è chi sostiene che quelle buste siano una delle ostentazioni di potere volute proprio dal potere per far capire chi è che comanda, una ostentazione moderna naturalmente, mica come una volta che ti mettevano sotto al naso la canna di un fucile o, ancor prima, una spada o una frusta.

Ma noi vogliamo essere costruttivi, per ora. Pensiamo che questi elementi di finta modernità non siano adeguati e nemmeno opportuni per la società attuale. Che vadano cambiati con altre modalità in grado di rispettare le persone prima di tutto.

Non ne facciamo una questione di ideologia politica, sarebbe ridicolo solo pensarlo, anzi quasi offensivo, verso di noi.

No, la politica partitica non c’entra, è semplicemente una questione di civiltà, di modernissima etica di riconoscimento e vero rispetto dell’altro che l’organizzazione statale deve decidersi a realizzare prima possibile, cioè subito.

Si, affermiamo con decisione irremovibile e indiscutibile che ogni persona ha diritto a ricevere gratuitamente una quota basilare di servizi indispensabili, assolutamente indispensabili per una società civile: l’acqua, l’energia elettrica, il gas ed una linea di comunicazione.

Così come la copertura sanitaria, l’istruzione e la previdenza sono il fondamento indiscutibile del livello di civiltà raggiunto dal sistema italico, pur con tutti gli inquinamenti dati dalla occupazione partitica di questi settori, anche i servizi che abbiamo indicato devono immediatamente entrare a far parte del paniere di diritti di base di ciascuno.

Se ne cominci a parlare subito, si trovino subito le formule di partenza, non stiamo a disquisire sui modi e sulle quantità, che entreranno a far parte delle inevitabili trattative fra le rappresentanze sociali ed istituzionali che esulano dai nostri scopi, per ora.

Si definiscano entro 60 giorni i quantitativi essenziali delle esigenze di base di ciascun cittadino, quantitativi che consentono la tutelata delle più elementari garanzie igieniche e di salute.Per evitare sciocchi fraintendimenti: un quantitativo a testa, a persona!

Si stabiliscano i livelli di fornitura gratuita a cui ciascuno ha diritto, come diritto fondamentale della persona, di ciascuna persona.

Poi i consumi in eccesso sul livello fondamentale potranno avere un loro costo e andranno in bolletta come è giusto che sia.

Ci rendiamo conto di aver posto una questione delicata, perciò per oggi ci fermiamo qui. Ma solo per oggi, giusto il tempo di raccogliere le vostre segnalazioni che saranno preziose e simpatiche in ogni caso.