Non sto parlando di una “bella” qualsiasi, ma della più bella di tutte le belle di tutti i tempi.

Cantata e contemplata, ammirata e sognata, la notte soprattutto.
A Lei hanno dedicato le frasi più belle poeti e scrittori di ogni tempo e di ogni luogo, da Leopardi a Baudelaire, da Shakespeare ad Einstein solo per dirne alcuni.
Dall’Europa alle Americhe, dall’Africa alla Cina.

Parlo della Luna. E parlo del suo Lato B, la parte perennemente nascosta a noi umili terrestri.
Non perderò tempo a spiegare come mai dalla Terra si vede solo e sempre una faccia della Luna, do per scontato che lo sappiate dai tempi della scuola, altrimenti se non lo avete mai saputo o non lo ricordate potete leggere qui oppure qui.

Credit NASA – http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA00304http://photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA00304.jpg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=488595

Fra poco, pochissimo tempo anche il lato nascosto di Signora Luna sarà conquistato dall’uomo, nel senso che una sonda vi atterrerà, farà prove ed esperimenti e ce li racconterà.
Anzi, per la precisione lo sapranno per primi i cinesi. Si perchè sarà proprio la Cina ad inviare e far atterrare quella sonda sulla faccia che non vediamo del nostro satellite.
Non c’è da meravigliarsi più di tanto che siano proprio loro, i cinesi, a farlo.
Ricordate il titolo del Canto di Leopardi che inizia con “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna?” Il titolo è: “CANTO NOTTURNO Dl UN PASTORE ERRANTE DELL’ ASIA“, quindi i conti tornano e il nostro Giacomo già sapeva dei “cinesi”.

Rendering of the Moon lander for Chinas Chang’e-4 lunar probe on the lunar surface.Credit: Xinhua/ZUMA

La missione cinese si chiama Chang’e-4 ed ha come obiettivo ambiziosissimo studiare la crescita di piante nell’ambiente lunare a bassa gravità e ascoltare le emissioni radio provenienti dallo spazio a frequenze normalmente bloccate dall’atmosfera terrestre.

Il lancio è previsto per l’8 dicembre dal centro spaziale di Xichang nella provincia di Sichuan.
Se tutto andrà bene (lancio, viaggio, orbite di assestamento, sistemi di comunicazione ecc..) all’inizio del nuovo anno la navicella spaziale cinese Chang’e-4 si poserà dove nessun veicolo è mai stato prima: il lato più lontano della Luna.

Chang’e-4 sarà la seconda astronave cinese a posarsi sulla superficie lunare, dopo il touchdown di Chang’e-3 nel 2013.

L’agenzia spaziale cinese CNSA fornisce pochi dettagli della missione e sulla esatta posizione di atterraggio. Il luogo più probabile sarebbe all’interno di un cratere di 186 chilometri chiamato Von Kármán.

Il cratere è nella zona del cosiddetto bacino Polo Sud-Aitken, la più grande struttura d’impatto meteoritico conosciuta nel Sistema Solare e la più antica sulla Luna.

View of the Moon showing South Pole–Aitken basin (labelled).Credit: NASA/GSFC/Arizona State Univ.

Questa sarebbe da considerarsi un’area chiave per rispondere a molte importanti domande sulla storia antica della Luna, inclusa la sua struttura interna e l’evoluzione termica del satellite.

Il rover Chang’e-4 mapperà la regione attorno al sito di atterraggio. Misurerà anche lo spessore e la forma degli strati sottosuperficiali utilizzando un radar in grado di penetrare nel terreno e misurerà la composizione minerale sulla superficie con uno spettrometro che potrebbe aiutare i geologi a comprendere i processi coinvolti nella prima evoluzione della Luna.

Poiché il lato lontano della Luna non è mai rivolto verso la Terra, il telecontrollo della missione CNSA non sarà in grado di comunicare direttamente con la sonda una volta atterrata.
Per questo nel maggio scorso la Cina ha lanciato un satellite per le comunicazioni chiamato Queqiao (vedi articolo) che si è assestato in una orbita particolare oltre la Luna.
Da questa posizione può fungere da stazione di rilancio per le comunicazioni tra il lander e la Terra.

Credit: National Astronomical Observatory of China/Chinese Academy of Sciences

Una serie di esperimenti testerà il comportamento e la crescita di germogli di patate e semi di crescione (Arabidopsis) e il processo di fotosintesi in un ambiente sigillato, a clima controllato, nella bassa gravità della superficie lunare.

Questi esperimenti sono ovviamente fondamentrali per preparare le condizioni idonee all’abitazione umana a lungo termine sulla Luna o su Marte, dove dovranno essere realizzate strutture a effetto serra per il sostentamento e ci sarà bisogno di vivere in qualcosa di simile ad una biosfera.

Rendering of the Moon rover for Chinas Chang’e-4 lunar probe on the lunar surface.Credit: Xinhua/ZUMA

Gli esperimenti cinesi cercheranno di verificare gli studi precedenti compiuti sulla Stazione Spaziale Internazionale i quali hanno mostrato che la patata e il crescione possono crescere normalmente in ecosistemi controllati con gravità inferiore rispetto alla Terra, ma non è detto che possano farlo anche in un ambiente gravità così bassa come sulla Luna.

Gli esperimenti di radioastronomia del lander invece esploreranno parti della Via Lattea che sono poco conosciute, come i gas interstellari e la propagazione dei campi magnetici dopo la morte di una stella.

Uno spettrometro radio, costruito dall’Accademia delle scienze cinese, raccoglierà dati elettromagnetici tra 0,1 e 40 megahertz per creare una mappa delle radiazioni a bassa frequenza dal cielo notturno. Catturare queste misurazioni dalla Terra è difficile perché le radiazioni a bassa frequenza sono per lo più bloccate dall’atmosfera terrestre.

Gli astronomi cinesi useranno questi dati per capire meglio come l’energia rilasciata dalle stelle morenti riscalda i gas tra di loro, il che potrebbe influenzare il modo in cui le stelle si formano rivelando nuovi dettagli utili alle teorie oggi più accreditate.

L’interesse su questo spettro delle radiazioni è rivolto allo studio delle prime centinaia di milioni di anni dell’Universo subito dopo il Big Bang, cioè delle condizioni presenti prima della formazione di galassie e stelle.
La speranza è che i dati raccolti possano aiutare a filtrare il rumore di fondo che potrebbe nascondere un segnale risalente a questo periodo di tempo iniziale dell’universo.
Se venisse trovato, quel segnale potrebbe rivelare informazioni sulla distribuzione della materia ordinaria rispetto alla cosiddetta materia oscura nell’Universo.

Ma la corsa cinese allo spazio non si ferma a questo. La prossima avventura della Cina sulla Luna sarà ancora più ambiziosa. La missione successiva sarà la Chang’e-5, il cui lancio è previsto nel 2019 quando si proverà a riportare campioni dalla Luna sulla Terra.
Il futuro spaziale è ricominciato.