La Cina sta pianificando di andare su Marte nonostante l’epidemia da coronavirus

Il lancio del vettore cinese è previsto per luglio, mentre Europa e Russia preannunciano un ritardo di almeno due anni del loro viaggio scientifico congiunto verso il pianeta rosso.

Il primo viaggio della Cina verso Marte è una delle missioni spaziali più attese dell’anno. Ma essendo un’area del paese in parte bloccata a causa del coronavirus, i team che stanno preparando la missione hanno dovuto trovare modi “creativi” per continuare il loro lavoro.

I ricercatori coinvolti nella missione sono molto impressionati per ciò che sta accadendo, ma diversi rapporti dei media statali cinesi affermano con sicurezza che l’epidemia non influenzerà il lancio di luglio, l’unica finestra temporale utilizzabile per i prossimi due anni.

“Il lancio è così importante politicamente che lo realizzeranno”, afferma Raymond Arvidson, geologo planetario della Washington University di St. Louis, Missouri, che è stato coinvolto in diverse missioni su Marte negli Stati Uniti.

Il programma spaziale cinese verso Marte è iniziato nel 2009 in collaborazione con la Russia. Tuttavia, l’astronave russa Fobos-Grunt, che trasportava l’orbiter cinese Yinghuo-1 è precipitato il 15 gennaio 2012, pochi giorni dopo il decollo. Successivamente la Cina iniziò un progetto indipendente su Marte. L’attuale missione venne formalmente approvata dalle autorità cinesi all’inizio del 2016.

Il nuovo veicolo spaziale cinese Mars è sviluppato dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC) e gestito dal National Space Science Center (NSSC) di Pechino. Il lander che trasporta il rover utilizzerà un paracadute, dei retrorazzi e un airbag per l’atterraggio.

Questa missione comporterebbe anche una sperimentazione della tecnologia necessaria per una missione di rimpatrio di campioni di suolo prelevati su Marte proposta per gli anni 2030. Un altro piano prevede che la missione 2020 HX-1 serva a selezionare ed accumulare campioni che saranno poi recuperati e inviati sulla terra in una successiva missione nel 2030.

Il centenario della fondazione del Partito comunista cinese è nel 2021 e un lancio di successo sarà un “regalo per il 100° anniversario”, afferma Wang Chi, fisico spaziale e direttore generale del National Space Science Center (NSSC) di Pechino che si occupa dei payload, cioè dei carichi scientifici coinvolti nella missione.

Altre due squadre internazionali stanno pianificando il proprio lancio verso Marte a luglio. La NASA prevede di inviare un rover chiamato Perseverance e gli Emirati Arabi Uniti invieranno una sonda chiamata Hope. Anche le agenzie spaziali europea e russa stavano pianificando di inviare una sonda su Marte quest’anno, ma hanno annunciato giovedì che il lancio sarà ritardato di due anni in modo da poter completare test importanti e in parte a causa della pandemia di coronavirus.

La sonda cinese è stata chiamata Huoxing, che significa Marte in chinese. Includerà al suo interno un orbiter, un lander e un rover, questa sarà la prima sonda inviata su Marte ad includere tutti e tre. Il rover sarà alimentato da pannelli solari. Il progetto avrà 13 payload scientifici, tra cui diverse telecamere, rilevatori radar per il sottosuolo e analizzatori di particelle, oltre ad un magnetometro ed un rivelatore di campo magnetico. Gli obiettivi scientifici della missione includono lo studio della morfologia, geologia, distribuzione del suolo e dell’acqua e del ghiaccio marziani.

Wang afferma che l’epidemia di coronavirus ha influenzato il modo in cui la sua squadra lavora, ma non ha ancora causato ritardi che possano al momento comportare un rinvio del lancio.

Diversi giorni fa, il team ha dovuto spostare sei payload scientifici per l’orbita da Pechino a Shanghai, dove verranno assemblati. Invece di rischiare che i membri del team si infettassero su un aereo o un treno ad alta velocità, 3 persone hanno trasportato i 6 carichi utili mettendosi alla guida di un’auto – un viaggio che ha richiesto più di 12 ore.

Per limitare il contatto fisico tra dipendenti, l’NSSC ha introdotto una politica di lavoro flessibile che consente a ricercatori ed ingegneri di entrare in ufficio solo la mattina o il pomeriggio. Gli scienziati di base possono lavorare da casa. “Vogliamo solo ridurre la popolazione al centro spaziale”, afferma Wang.

Le presenze nel centro di ricerca sono state ridotte al minimo, per farlo i ricercatori che hanno bisogno di visitare l’NSSC per i test di progetto essenziali possono ottenere l’approvazione per rimanere nelle camere degli ospiti del centro senza mettersi in quarantena per le due settimane richieste. “Poiché si tratta di un grande progetto nazionale, di solito l’ufficio del governo locale ci dà il via libera”, afferma Wang.

Più di 20 gruppi di ricerca e circa 70 scienziati in tutta la Cina sono coinvolti nello sviluppo degli strumenti e delle indagini scientifiche necessarie all’importante compito, afferma Wang. Per garantire la comunicazione tra questi team durante l’epidemia di coronavirus, le valutazioni tecniche sono state fatte attraverso incontri virtuali con sistemi di videoconferenza.

Un altro impatto causato dall’epidemia è che nessun ospite potrà presenziare al lancio a luglio, afferma Wang. All’evento di lancio di fine 2018 per la sonda lunare cinese, Chang’e-4, i team responsabili dei payload invitarono circa 100 ospiti, tra cui collaboratori internazionali.

Gli osservatori appassionati potranno probabilmente assistere al lancio del razzo da una spiaggia vicina nella città di Wenchang, sull’isola meridionale di Hainan, afferma Alian Wang, scienziato planetario della Washington University di St. Louis.