Romagna, se ci sei, batti un colpo. (#1)

E che sia bello forte, perchè per affrontare l’emergenza economica conseguente a quella sanitaria, non bastano le frasi da manuale degli appelli accorati e politicamente corretti dopo le riunioni al vertice dei soliti noti padroni del vapore. (parte 1)

Dolce e solatia, terra mia questo è il momento di pronunciare il tuo nome con grande forza, è la tua occasione per mostrare se ci sei sotto qualche forma, se hai un cuore orgoglioso da gettare oltre gli ostacoli e, soprattutto, una testa capace di comprendere la situazione e dare risposte intelligenti.

Il mondo intero è entrato nel tunnel buio di uno stravolgimento storico, un cambiamento che nessuno al momento è in grado di impedire o anche soltanto di prevedere quanto durerà. Il problema riguarda molto anche l’Italia e particolarmente alcune regioni, tra cui la sorella Emilia ed ora la provincia di Rimini in Romagna.

Pur cercando di evitare faziosità, l’impressione è che si stia navigando a vista giorno dopo giorno, nella impossibilità di prevedere se occorreranno settimane, mesi o anni per uscirne e di conseguenza quanti danni si dovranno contare in perdita di vite umane, stravolgimenti sociali, conseguenze economiche.

Sarà forse per questo che c’è ancora chi sceglie di esorcizzare le proprie paure o che presume di essere privilegiato dal destino o dai propri meriti, e perciò ritiene di non doversi preoccupare dei bollettini sanitari e delle scadenze di rate e bollette.

Questi di certo si sentono tranquillamente in grado di resistere per lungo tempo, di poter attendere senza pensieri particolari la fine delle emergenze, come quando guardi un temporale dal vetro di una finestra ben chiusa e non dai peso alle luci si vanno spegnendo tutto intorno.

Ma chi non comprende di dover agire subito si sbaglia e in questa situazione l’errore potrebbe essergli fatale, indifferentemente che sia per eccesso di presunzione o per pura incapacità di capire.

Primo perchè questo virus non sceglie il suo ospite, ci prova con tutti senza far differenze fra ceto, ruolo o posizione sociale, livello economico, culturale o morale. Ciascuno alla fine gratterà la propria scheda del destino.

Sappiamo che dal fronte vaccini è improbabile che arrivino nell’immediato novità positive inaspettate, e forse neppure nel medio periodo. Non trastulliamoci con la speranza di buone sorprese come nei film.Secondo perchè la sberla economica sarà tale da lasciare stordito l’intero sistema. Moody’s prevede una contrazione della crescita italiana nel primo trimestre 2020 stimata tra il -0,5 ed il -0,7 per cento che sommata al -0,3% dell’ultimo trimestre 2019 porta l’Italia tecnicamente in recessione, segnando due trimestri consecutivi sotto il segno meno.

Recessione in parole molto povere, ma schiette significa rallentamento della produttività, aumento della disoccupazione, crollo dei consumi e difficoltà di accesso al credito.

A soffrirne saranno soprattutto il settore manifatturiero ed il turismo, con conseguenze drammatiche su queste due catene di valore molto significative del territorio romagnolo, due settori che sostengono direttamente oltre il 35% dell’economia della Romagna con più 8 miliardi di Euro di volume d’affari annuo.

Il turismo in Romagna conta circa 3500 imprese ricettive e occupa circa 40 mila addetti.Il patrimonio immobiliare alberghiero ha un valore stimato che si avvicina ai 15 miliardi di Euro.Nella prossima puntata si entrerà più approfonditamente nei numeri della nostra economia.

Allora, Romagna mia: ci sei?

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