Accantonato, almeno per un po’, l’interesse dei media verso Marte, assisteremo a brevissimo alla ribalta del nuovo target della comunicazione: la Luna.

Mi da lo spunto per questa riflessione la notizia diffusa poche ora fa del ritrovamento di un satellite smarrito. Partiamo da questa notizia.

Gli scienziati della NASA al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena in California hanno ritrovato un piccolo satellite lanciato dall’India il 22 ottobre del 2008. Il nome del satellite è Chandrayaan-1. Questo satellite è proprio piccoletto, all’incirca un cubo di 1,5 metri. Più o meno la metà di una utilitaria.

La particolarità che vedo in questo ritrovamento è il fatto che il Chandrayaan-1 sta orbitando attorno alla Luna. Qualche altro numero per mettere meglio a fuoco la situazione? Eccoli: il satellite sta girando a circa 200 chilometri dalla superficie lunare, compie un’orbita in 2 ore e 8 minuti, è distante da noi mediamente 380.000 chilometri. Ma soprattutto qui sulla terra non si avevano sue notizie da diversi anni, infatti il suo collegamento radio era andato perso dal mese di agosto del 2009.

Ma come mai i ricercatori della NASA hanno puntato attenzione e strumenti proprio in quella direzione?

Probabilmente perchè è in piena corsa il programma di azioni scientifico-commerciali che preparano alle missioni spaziali del prossimo, vicinissimo futuro.

Dalla notizia recente data da Elon Musk del viaggio “turistico” attorno alla Luna con il suo SpaceX a quella, meno recente, della missione lunare della Cina che pare intenzionata a costruire una base abitata sulla faccia nascosta. Tutta roba che dovrebbe succedere nel 2018, il che lascia presagire una imminente esplosione di attenzioni su ricerche, progetti ed iniziative per esplorare e, quindi, spartirsi il nostro satellite. Poi toccherà a Marte.

Comunicatori: preparate gli strumenti!